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201660 minTerminata

Soundbreaking

Rete:ARTE

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S01E08 - "Io sono la musica che ascolto"

Andato in onda il Nov 24, 2016, 9:55 PM

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Serie Terminata

Descrizione

La serie in otto puntate “Soundbreaking – Storie dall’avanguardia dell’industria discografica” ripercorre questa evoluzione e indaga il nesso fra tecnologia d'avanguardia e arte. Ideata dal compianto produttore dei Beatles George Martin, con più di 150 interviste originali ad alcuni tra i più celebri artisti, produttori e pionieri dell'industria musicale di tutti i tempi, la serie traccia un secolo di innovazioni e sperimentazioni musicali, e offre uno sguardo inedito nelle sale d’incisione per scoprire come sono nati alcuni dei brani e delle colonne sonore divenute pietre miliari del rock, da Sgt. Pepper’s Lonely Heart’s Club Band dei Beatles a 21 di Adele. Tra gli artisti che intervengono nella serie, Eric Clapton, Paul McCartney, Joni Mitchell, Tom Petty, Chuck D, Nile Rodgers, Mark Ronson, Ben Harper, Tiësto, Roger Waters, Elton John, Quincy Jones, BB King, Annie Lennox, George Martin, Dave Grohl, Billy Idol, The Black Keys, Bon Iver.

Dettagli

Stato
Terminata
Lingua
English
Durata
60 min
Prima TV
November 14, 2016
Terminata
November 24, 2016
Programmazione
Monday, Tuesday, Wednesday, Thursday, Friday, Saturday, Sunday alle 22:55

Link Esterni

Episodi (1 Stagione · 8 Episodi)

L'artista in sala d'incisione

Il primo episodio indaga su una figura centrale in sala d’incisione, il produttore. Analizzando vari personaggi, si traccia un lungo arco storico e artistico, che abbraccia tutta la seconda metà del ‘900. Si parte dalla figura del produttore ‘talent scout’, incarnata da Sam Phillips, lo ‘scopritore’ di Elvis Presley. Quindi si incrociano figure epocali, come George Martin, il “quinto membro” dei Beatles, che introduce una sensibilità artistica e una profonda conoscenza musicale, aprendo il rock a contaminazioni con altri generi musicali, più “colti”. Phil Spector spinge ancora oltre questo processo, diventando protagonista assoluto della sala di registrazione, e sfruttando al massimo le potenzialità della tecnologia applicata alla musica. Negli anni ’70, si impone, per certi versi, un ritorno alle origini, un approccio più minimalista, che vuole sfrondare la canzone da certi eccessi della produzione. Tale tendenza sarà incarnata da cantautori come Jodi Mitchell e Cat Stevens. All’opposto, altri artisti, soprattutto afroamericani, continueranno ad esplorare le enormi potenzialità della produzione, diventandone i protagonisti assoluti. Dall’esperienza di artisti come Sly Stone, partirà un movimento rivoluzionario, che emancipa addirittura la musica dalla presenza di veri strumenti. È l’inizio dell’epoca del Rap e dell’Hip Hop. Il cerchio si chiude con Rick Rubin, scopritore e produttore di grandi nomi del rap, come Beastie Boys e Run DMC, che, negli anni ’90, produce e riscopre un “grande vecchio” del country come Johnny Cash. È la conferma che nella musica, come in natura, nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma.

Nov 14, 2016

60 min

I colori del suono

Due esperienze che hanno cambiato per sempre la storia della musica: quella dei Beatles dopo il 1966, che con il loro “addio ai concerti” si chiuderanno in sala d’incisione con George Martin e rivoluzioneranno il suono con i capolavori “Revolver”, “Rubber Soul” e “Sgt. Pepper”; e quella dei Beach Boys di “Pet Sounds”. È la stagione di straordinaria creatività, raccontata nel secondo episodio della serie “Soundbreaking”. Questo periodo culminerà a metà degli anni ’70 con i Pink Floyd e “The Dark Side of the Moon”, poi il gigantismo e gli sviluppi incontrollati della tecnologia finiranno per ritorcersi contro alcuni artisti, ingabbiando la pura creatività, come nel caso dei Fleetwood Mac di “Tusk”. Con gli anni ’80, si entra nell’epoca degli “Home Studio”, la tecnologia diventa accessibile a tutti, e chiunque può allestire un suo piccolo studio dove sperimentare sonorità nuove. Dai pionieri dell’home recording, gli scozzesi Eurythmics, sino ai Radiohead, Bon Iver, TuneYard. Con il passaggio dall’era analogica a quella digitale, questa tendenza non ha mai smesso di ampliarsi e crescere. L’episodio contiene ricordi, aneddoti e interviste originali con Roger Waters, Beck, George Martin, Paul McCartney, Annie Lennox, Bon Iver e tanti altri.

Nov 15, 2016

60 min

Lo strumento umano

È il primo strumento utilizzato dall’essere umano, il più puro, naturale e personale: la voce umana. Tenendo sempre presente il rapporto tra esecuzione e registrazione, il terzo episodio della serie “Soundbreaking” , svela lati inediti di ‘vocalist’ che hanno segnato la storia della musica pop e rock. Una sezione ampia è dedicata a interpreti molto diverse ma ugualmente uniche che hanno segnato le ultime generazioni: Adele, Amy Winehouse e Christina Aguilera. Parallelamente, verrà ripercorsa l’evoluzione della tecnologia applicata alla voce, con il passaggio dalla registrazione acustica a quella elettrica, e l’avvento del microfono, che ha segnato l’inizio dell’epoca dei grandi interpreti e dei “crooner”, con Bing Crosby e Frank Sinatra. L’ultima tappa di questa evoluzione è l’impiego di tecnologie che possono letteralmente ‘ricreare’ la voce, come AutoTune o la Loop Station . Proprio il rapporto tra tecnologia ed emozione è uno dei temi ricorrenti della serie, che ha un significato ancora più profondo quando coinvolge uno “strumento” intimo e delicato come la voce umana. La musica è sempre stata una costante nella storia umana, una mescolanza di voce e strumento che, al di là delle differenze locali, ha mantenuto più o meno la stessa forma per secoli. Poi con l’avvento dell’incisione e delle moderne tecniche di registrazione la musica è cambiata per sempre.

Nov 17, 2016

60 min

La svolta elettrica

La “svolta elettrica” nella storia della musica a partire dallo strumento principe del rock: la chitarra elettrica. Sono gli argomenti al centro del quarto episodio della serie “Soundbreaking”. Commercializzata solo dalla fine degli anni ’30, la chitarra elettrica ha prima conquistato spazi nel Jazz e nel Blues, grazie ad interpreti come Charlie Christian e Muddy Waters, per poi dominare l’epopea del rock. Negli anni ’60, l’avvento dei grandi amplificatori e dei primi effetti, come il distorsore, fanno crescere in modo esponenziale la potenza del rock, non solo in decibel… Gli Who sono la band simbolo di questa svolta “rumorosa”, ma, grazie al genio creativo di Pete Townshend, saranno anche tra i primi ad accostarsi alle nuove tecnologie elettroniche, con l’avvento dei primi sintetizzatori. In breve tempo, il confine tra musicista, tecnico del suono e inventore si fa sempre più indefinito, come scopriremo nelle testimonianze dei produttori di artisti apparentemente lontanissimi, come Stevie Wonder e i Devo, accomunati dall’uso massiccio dell’elettronica per esprimere le loro diversissime creatività. Attraverso gli interventi di altri “geni” dell’elettronica applicata alla musica, come il compositore di colonne sonore Hans Zimmer e Brian Eno, arriviamo fino ai nostri giorni, in cui l’evoluzione tecnologica e la diffusione dei computer consentono quasi a chiunque di cimentarsi con la composizione musicale. Forse è vero che la musica elettronica è il “folk” del nostro tempo, e il laptop è il suo strumento…Interviste originali con i Black Keys, Roger Daltrey dei Who, Jeff Beck, Ben Harper, Roger Waters, BB King, Stephen Winwood.

Nov 18, 2016

60 min

Dance, Disco & 120 BPM

L’evoluzione della musica ‘dance’ e soprattutto del suo elemento fondamentale: il ritmo. Sono gli elementi al centro del quinto episodio della serie “Sounbreaking – Storie dall’avanguardia dell’industria discografica”. Il titolo originale dell’episodio “Four on the Floor” riprende l’espressione inglese che indica il tempo in 4/4, ma gioca anche sull’assonanza tra “floor” e “dancefloor”, la pista da ballo. Come per molti generi, la radice comune è nel Sud degli Stati Uniti, precisamente nella musica gospel. Da lì hanno tratto ispirazione i precursori del Rock & Roll, come Little Steven. Negli anni ’60, la ‘black music’ ballabile si è divisa in due filoni, quello più “istituzionale” della Motown, e quello più libero e trasgressivo del primo funky, incarnato dal ‘mito’ James Brown. Negli anni ’70, l’affermarsi della discoteca come spazio libero ha portato alla nascita del genere della ‘Disco Music’, e il ritmo diventa sempre più centrale. Filoni paralleli hanno visto la confluenza anche di altre ritmiche, prime fra tutte quella della musica latina ed afro-cubana, con l’esperienza innovativa di Carlos Santana. Dichiarata ‘morta’ alla fine degli anni ’70, la ‘Disco Music’ è in realtà rinata in molte forme nei decenni successivi, con la ‘dance’ anni ’80, la ‘house music’, l’hip hop, e poi i ‘rave’, fino ad arrivare alla sua ultima incarnazione, l’EDM, la musica ‘dance’ elettronica. E forse è vero che i grandi raduni di musica ‘dance’ sono le Woodstock del 21esimo secolo…

Nov 19, 2016

60 min

Il mondo è tuo

La nascita, il trionfo e l’evoluzione della musica Hip Hop e del rap. Sono i temi al centro del sesto episodio della serie “Soundbreaking – Storie dall’avanguardia dell’industria discografica”. Il documentario si concentra soprattutto sulla scena di New York, considerata “la culla” del genere. Il “brodo di coltura” è nei quartieri popolari di New York, negli anni ’70, soprattutto dopo che l’immigrazione caraibica ha introdotto nuove tecniche, come il ‘toasting’, considerato l’antenato del rap. Le feste di strada del South Bronx sono state le prime platee dell’Hip Hop, e tutto nasce dal lavoro oscuro di DJ come Afrika Bambaataa, Kool DJ Herc e Grand Master Flash. È in quel periodo che si affermano gli schemi fondamentali del rap e dell’hip hop, con il DJ, o “produttore”, che crea la base da dischi già esistenti e l’MC, il rapper vero e proprio, che crea le strofe. Per l’uscita del primo disco rap ‘ufficiale’, “Rapper’s Delight”, che riprende la famosa base ritmica di “Good Times” degli Chic, bisognerà aspettare il 1979. A quel punto, la tendenza è ormai inarrestabile. Le tappe successive sono scandite da nomi destinati a cambiare la storia della musica in generale, come Run DMC, Public Enemy e Beastie Boys, negli anni ’80, e Wu Tang Clan negli anni ’90. L’evoluzione tecnologica, e l’avvento dei primi campionatori, apre la strada alla vera ‘epoca d’oro’ dell’Hip Hop, che però avrà breve durata, per le conseguenze legali dei campionamenti e le accuse di plagio. La tendenza non si è comunque fermata e oggi le tecniche di produzione e lo stile dell’Hip Hop hanno finito per contaminare vari generi musicali, cambiando il concetto stesso di musica.

Nov 22, 2016

60 min

Suono e immagine

Qual è il rapporto tra la musica pop e rock e i mezzi visivi, primo fra tutti la televisione? Il settimo episodio della serie “Soundbreaking – Storie dall’avanguardia dell’industria discografica”, ripercorre il legame fra musica e video, dalle origini ai giorni nostri. All’inizio ci furono i film dei Beatles e i primi programmi musicali televisivi, poi arrivò l’epoca d’oro dei videoclip, a partire dagli anni ’80, che coincise con la nascita e l’ascesa di MTV, il primo canale Tv interamente dedicato ai video musicali. Anche grazie alle testimonianze di artisti, produttori e registi, l’episodio ricostruisce il rapporto privilegiato del canale con artisti che hanno favorito l’esplosione del formato “video” e hanno reso ancora più simbiotico il rapporto tra musica e immagine, come Michael Jackson e Madonna. Si svelano anche aspetti meno noti in Italia, come l’iniziale pregiudizio razziale del canale - che non programmava artisti di colore - poi ampiamente superato, al punto che MTV ha favorito lo “sdoganamento” del rap e dell’hip hop. Con gli anni ’90, MTV intercetta e promuove nuove tendenze musicali, ad esempio la moda dei concerti “unplugged”, e saranno ricordate le esperienze di Eric Clapton e dei Nirvana. Successivamente, si è orientata sempre di più verso l’intrattenimento in senso generale, con reality show e programmi di costume, e la musica è diventata sempre più marginale. Oggi, il video resta uno strumento potente di promozione ed espressione artistica, ma, con l’avvento di Internet, il suo campo di diffusione si è enormemente ampliato e diversificato, al punto che gli artisti di maggior rilievo, come Beyoncé, si possono permettere di realizzare interi “visual album”, che superano la stessa finalità promozionale originaria. Quale sarà la prossima evoluzione dell’eterno rapporto tra suono e immagine? La musica è sempre stata una costante nella storia umana, una mescolanza di voce e str

Nov 23, 2016

60 min

Io sono la musica che ascolto

L’evoluzione della musica rock e pop, e di tutti i diversi generi in cui si è ramificata nell’arco di oltre 60 anni. L’ultimo episodio della serie “Soundbreaking – Storie dall’avanguardia dell’industria discografica”, in onda mercoledì primo febbraio alle 21:25 su Rai5, ripercorre la storia dei formati e dei supporti che, in oltre un secolo di evoluzione tecnologica, hanno reso possibile la registrazione, la diffusione e la fruizione del prodotto musicale. Seguendo una ricostruzione progressiva e cronologica, l’episodio descrive la prima svolta che avviene negli Stati Uniti negli anni ’40. Il formato imperante era allora il 78 giri, il cui spazio era limitato ad un massimo di 3 minuti e mezzo, e aveva grossi limiti di qualità e praticità. La concorrenza tra i due colossi della discografia dell’epoca, la RCA e la Columbia, porta a una duplice e decisa innovazione: prima l’introduzione del Long Playing a 33 giri, che permetteva di inserire più canzoni, creando l’album, poi quella del 45 giri, che migliorava il formato e la fruibilità del pezzo singolo. I due formati hanno dominato il mercato tra gli anni ’50 e ’60, accompagnando la nascita e l’evoluzione del Rock e di altri generi musicali, e la crescita del settore delle radio. Una nuova svolta arriva all’inizio degli anni ’70, con l’introduzione delle audiocassette e poi del lettore portatile, il walkman. Negli anni ’80, la novità del Compact Disc, inizialmente costosa e osteggiata dalle case discografiche, porta la musica nell’epoca digitale, e contribuisce alla scomparsa del supporto materiale, che si sarebbe completata, a metà degli anni ’90, con l’avvento degli MP3 e dei software per condividere e scaricare le canzoni via Internet. Oggi è la Rete la principale piattaforma di fruizione musicale, ma il futuro ci potrà riservare nuove evoluzioni.

Nov 24, 2016

60 min

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